Accesso
La scuola che verrà


​​​​​​​​​​La scuola che verrà: votazione del 23 settembre

In questi giorni è stato recapitato il materiale di voto in vista della votazione sul finanziamento della sperimentazione della Scuola che verrà.


Il 23 settembre cittadine e cittadini saranno infatti chiamati a esprimersi sullo stanziamento di un credito quadro di fr. 6'730'000.- per il finanziamento della spermentazione del progetto di riforma della scuola dell'obbligo. ​
​​

​Il modello di riforma della scuola dell'obbligo che fa stato per la votazione sulla sperimentazione è quello approvato dal Parlamento lo scorso mese di marzo e descritto nel Messaggio governativo n. 7339, licenziato dal Consiglio di Stato il 5 luglio 2017, con l'aggiunta delle modifiche proposte nel Rapporto di maggioranza della Commissione speciale scolastica del 26 febbraio 2018.

Tale modello si presenta come la versione rivista delle proposte contenute nei primi due rapporti sulla Scuola che verrà. Le proposte formulate nel 2014 e nel 2016, che non fanno più stato, sono state infatti ampiamente modificate tenendo conto di quanto emerso nel corso delle due procedure di consultazione e del dibattito parlamentare. Tutti i cambiamenti apportati al progetto iniziale - come ad esempio la suddivisione delle classi di laboratorio in due gruppi, invece che tre - sono illustrati e commentati dettagliatamente nel Messaggio governativo n. 7339.

​Il Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport mette a disposizione tutta la documentazione sul progetto sul sito www.ti.ch/lascuolacheverra.

Le argomentazioni del comitato referendario sono esposte sul sito www.no-smantellamento-scuola.ch, mentre quelle del comitato ​a sostegno della sperimentazione sono consultabili su www.si-scuoladitutti.ch.


Vai al Messaggio governativo n. 7339

Vai al Rapporto di maggioranza della Commissione speciale scolastica

Vai al Rapporto di minoranza della Commissione speciale scolastica

Vai a La scuola che verrà in breve





Repubblica e Cantone Ticino

Portale curato dal Centro di risorse didattiche e digitali