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Raccomandazioni per i collaboratori dell'Amministrazione cantonale

Social media: raccomandazioni per i collaboratori dell'Amministrazione cantonale
Approvate dalla Risoluzione governativa nr. 5025 del 2 ottobre 2013

I social media blog, forum, reti sociali hanno cambiato profondamente, in un brevissimo intervallo di tempo, il nostro modo di comunicare; una rapida rivoluzione che porta con sé, dal punto di vista di un ente pubblico, sia opportunità che rischi. Questo documento si prefigge perciò di orientare i collaboratori dell'Amministrazione cantonale verso un approccio positivo e professionalmente corretto ai social media, considerando anche la porosità del confine fra uso privato e uso professionale di questi strumenti.
Destinatari prioritari di queste raccomandazioni sono tanto i funzionari abilitati a rilasciare informazioni i quali, per questa particolare funzione, godono di maggiore riconoscibilità fra il pubblico quanto i collaboratori direttamente coinvolti nei rapporti con la cittadinanza (docenti, medici, segretari, agenti di polizia, eccetera). Le singole unità amministrative potranno in ogni caso emanare ulteriori direttive, per disciplinare situazioni speciali.

1. Le leggi, la prudenza e il buon senso valgono anche online
L'articolo 23 della Lord richiede al dipendente dell'Amministrazione cantonale di «mostrarsi degno della stima e della fiducia richieste dalla sua funzione pubblica e tenere un contegno corretto e dignitoso sia nello svolgimento della funzione stessa sia nella vita privata», comportandosi «con tatto e cortesia nelle relazioni con il pubblico e verso i superiori e i colleghi». Pubblicando delle immagini o dei video, va inoltre prestata particolare attenzione al rispetto dei diritti d'autore e delle norme di protezione della personalità delle persone raffigurate.

2. La lealtà verso il datore di lavoro è d'obbligo
Nella sua vita privata, il funzionario — specialmente quando appare con frequenza sui media tradizionali — può essere percepito, in un certo senso, come un rappresentante della pubblica Amministrazione nei confronti dei cittadini. La sua libertà di opinione e di espressione è in ogni caso assicurata, ma esistono limiti al diritto di critica verso Governo e Parlamento; in particolare, la giurisprudenza e la prassi seguita anche net nostro Cantone considerano da sempre inammissibili i toni polemici, palesemente inopportuni o diffamatori».

3. Non pubblicate mai informazioni confidenziali
Il dovere di informazione del pubblico e l'imperativo della trasparenza valgono anche sui social media, ma sono limitati da norme precise che tutelano la confidenzialità (come il segreto d'ufficio), dalle esigenze di inchiesta, dalla protezione di interessi pubblici preponderanti e di interessi privati legittimi, come pure dalla riservatezza che deve precedere le decisioni del Consiglio di Stato.

4. Non diffondete informazioni in merito a procedure aperte
11 funzionario interpellato nei social media su una procedura non conclusa, o sulla quale il Consiglio di Stato non ha diffuso una propria presa di posizione, non deve rilasciare alcuna dichiarazione. In generale, è inopportuno esprimere valutazioni su attività del Consiglio di Stato o dell'Amministrazione che esulino dal proprio — o dai propri — settori di competenza.

5. Trasparenza: identificatevi come funzionari
La trasparenza è un valore fondamentale dei social media. Intervenendo in una conversazione che riguarda attività del Governo, del Parlamento o dell'Amministrazione cantonale, è necessario esplicitare la propria posizione professionale e specificare che l'intervento avviene a titolo personale. In questo ambito occorre essere particolarmente prudenti, perché quanto affermato, anche spontaneamente, potrebbe essere comunque considerato, di fatto e concretamente, come una voce ufficiale delle istituzioni.

6. Quel che postate è di dominio pubblico (e lo sarà per sempre)
E bene non fidarsi delle impostazioni sulla privacy e degli account chiusi: il principio della condivisione sui social media è più forte. Non c'è barriera che un retweet ma anche un print-screen o un «copia-incolla» non possano superare. ln generale, sui social media è bene che ognuno pubblichi solamente ciò che ​scriverebbe in un articolo firmato di proprio pugno su un quotidiano, o ripeterebbe a voce, nel corso di un programma radiotelevisivo. Va inoltre tenuto presente che internet non dimentica mai: ciò che è online non può più essere cancellato.

7. I social media servono a dialogare, ma con attenzione ai toni e ai temi
Sui social media il tono è diretto, informale, spontaneo ma spesso anche superficiale ed emotivo o addirittura fuorviante: le velocità di reazione e propagazione sono molto alte. Affrontando temi istituzionali, religiosi, economici e politici la prudenza è dunque d'obbligo. In generale, è bene evitare risposte o commenti impulsivi, che possano provocare un'escalation dei toni, così come formulazioni ambigue che possano essere fraintese (ironia, frasi che cambiano di significato a causa della mancanza dell'intonazione). Come funzionari, occorre dare sempre prova di professionalità difendendo con misura — se necessario — la propria credibilità e la propria reputazione (e così quelle dello Stato). Volgarità e ingiurie da parte di collaboratori dell'Amministrazione cantonale non sono tollerate.

8. Fate attenzione ai fraintendimenti
Nei social media le nozioni di amico, follower, condivisione, like, ecc., possono essere fraintese. Accedere ai contenuti non implica automaticamente una partecipazione attiva alla discussione, così come una raccomandazione un like o un retweet, per esempio non significa necessariamente un'adesione personale al contenuto che è oggetto del rimando. Ciò premesso, è comunque importante fare attenzione alla percezione che il pubblico può avere riguardo alle amicizie virtuali, a quel che viene seguito e a quel che viene condiviso.

9. Controllate, verificate, risalite alla fonte dell'informazione
La verifica della veridicità e dell'attendibilità delle informazioni trovate tramite i social media è fondamentale: cadere nella trappola di un account finto e riportarne o commentarne contenuti, per esempio, può, mettere a rischio la propria reputazione e quella dell'Amministrazione cantonale. 

10. I social media sono strumenti di lavoro, non giocattoli
Le informazioni provenienti da funzionari abilitati a informare saranno ritenute dal pubblico, di norma, come verificate e credibili. Per questo motivo i social media vanno considerati sempre come strumenti di lavoro, anche quando utilizzati privatamente, per evitare di infrangere il patto di fiducia fra istituzioni e cittadino.







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