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Relazioni con i contesti di Formazione generale


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L’educazione linguistica non può realizzarsi appieno se non è collocata in un contesto socio-culturale favorevole. L’allievo, dunque, deve trovarsi a suo agio e deve avere a sua disposizione tutti i fattori basilari (a partire dalla salute e dall’alimentazione) che gli permettono di vivere una situazione di benessere psico-fisico: senza questo contesto di partenza ogni apprendimento (e dunque anche quelli linguistici) non può infatti svilupparsi fino in fondo. Vi è la necessità di coinvolgere nel processo di educazione linguistica tutti gli attori che vengono toccati più o meno direttamente nel percorso scolastico di ogni individuo: dalla famiglia ai docenti. E a proposito di questi ultimi è chiaro che l’educazione all’uso pertinente e adeguato della lingua dovrebbe essere una preoccupazione comune, indipendentemente dalla disciplina insegnata.

Ciò diventa l’assunto di base sul quale fondare un insegnamento linguistico che sia quanto più possibile interdisciplinare: l’italiano, infatti, in un contesto italofono come quello del Canton Ticino, oltre a essere la lingua di comunicazione e di trasmissione di tutti i saperi, è anche lo strumento attraverso il quale la specificità di ogni ambito disciplinare e sociale esprime le proprie peculiarità. Ciò è palese dal punto di vista lessicale, ma anche in altri aspetti è ben visibile: ad esempio, alcune Discipline ricorrono a testi che appartengono a tipologie ben definite per trasmettere e precisare i propri contenuti (si pensi al testo espositivo tipico delle materie scientifiche). Per questo è indispensabile che la riflessione sulla lingua e sulla testualità sfrutti tutte le occasioni che si presentano a scuola.

In questo senso, i contesti di Formazione generale offrono il terreno ideale perché si concretizzi un apprendimento combinato di temi e contenuti disciplinari con competenze di natura linguistica. In alcuni di questi contesti il legame appare quasi scontato, come per le tecnologie e i media, il cui uso da parte dei giovani deve essere guidato, affinché sia più consapevole: così, Internet può diventare l’occasione per imparare a usare i motori di ricerca in modo mirato, ad esempio per ricavare informazioni attendibili in vista della redazione di testi espositivo-argomentativi o di altro tipo; o il computer può diventare il mezzo grazie al quale preparare presentazioni multimediali per illustrare in classe o a un pubblico esterno il risultato del proprio lavoro; o ancora, gestire bene un programma di videoscrittura può essere un modo molto efficace per imparare a scrivere testi in modo più ordinato e funzionale agli scopi.

Ma anche in ambiti dove il legame potrebbe sembrare più debole si rivelano orizzonti di senso assai promettenti: la scrittura, ad esempio, è uno dei mezzi più potenti per rafforzare la capacità di trasformare il proprio pensiero. È ciò che avviene quando la utilizziamo nella pratica riflessiva, per ritornare sulla nostra esperienza e così ricavarne spunti per effettuare scelte e per pianificare i nostri progetti personali. Ed è sotto gli occhi di tutti che la proprietà di linguaggio e la capacità di argomentare e di sostenere in modo anche articolato la propria opinione sono dei pilastri portanti del vivere civile. Dunque, anche il contesto del vivere assieme e dell’educazione alla cittadinanza non può affermarsi senza il coinvolgimento della competenza linguistica, sia dal punto di vista della costruzione del testo (orale o scritto), sia dal punto di vista della ricchezza lessicale: un pensiero con poche parole è per forza di cose un pensiero limitato e ristretto, mentre un pensiero ricco anche lessicalmente è ampio e libero. Allo stesso modo, il confronto di opinioni attraverso il dibattito è di fondamentale importanza per discutere di temi legati al contesto economico e ai consumi, persino quando si tratta anche solo di scegliere quale prodotto acquistare.

Considerando dunque i contesti di Formazione generale nell’ambito scolastico e di questo piano di studi, si può senz’altro sostenere che il carattere progettuale con cui sono delineati favorisca la combinazione con lo sviluppo delle competenze linguistiche. Lo stesso avviene, infatti, quando in classe si propongono percorsi didattici appunto pensati in forma di progetti, e non singole attività slegate tra loro: ad esempio, se si trasforma la classe nella redazione di un giornale si crea un contesto ideale perché gli allievi possano apprendere i generi testuali tipici del giornalismo e le virtù del lavorare assieme, senza sentire il peso di un insegnamento troppo esplicito. Si possono creare gruppi di lavoro, équipe specializzate, in cui ogni allievo, giustamente responsabilizzato, ha il proprio compito ed è per questo motivato a portarlo a termine nel migliore dei modi, per contribuire alla riuscita del progetto. Analogamente, un progetto in ambito di Formazione generale fornisce lo sfondo ideale perché si sviluppino abilità linguistiche in maniera graduale ed efficace, senza che gli allievi siano oppressi da una didattica di stampo troppo tradizionale e direttivo. Ad esempio (ma si tratta solo di uno dei molti possibili), un progetto nel contesto della salute e del benessere è l’occasione per praticare una serie di operazioni che toccano in modo profondo le competenze linguistiche: si va dalla ricerca di informazioni (su supporti elettronici o cartacei) alla redazione di testi espositivi o descrittivi, dall’argomentazione orale sui comportamenti a rischio per la salute alla lettura di racconti o romanzi di formazione, che a loro volta diventano occasione per riflettere sulla propria crescita e sui propri desideri.

Insomma, i contesti di Formazione generale diventano momenti molto proficui per sviluppare e rafforzare competenze linguistiche ricettive e produttive in una maniera ancorata al reale, evitando l’artificiosità di certe situazioni didattiche che ormai andrebbero almeno in parte accantonate.







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