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Area lingue / Lingue seconde

Modello di competenza


Versione PDF: Lingue seconde

Il modello di competenza che sta alla base del Piano di studio per le lingue seconde fa capo al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER), uno strumento che offre ampi repertori cui attingere per individuare il contesto d’uso della lingua (ambiti, situazioni, condizioni), i temi e le attività comunicative, i processi comunicativi, le competenze e le strategie. In base a queste indicazioni per competenza linguistica si intende la capacità di risolvere un determinato compito in una determinata situazione con gli strumenti linguistici adeguati. Anche il modello di competenza proposto nell’ambito di HarmoS si ispira largamente al QCER.
La seguente immagine illustra le interazioni fra le varie componenti che permettono di affrontare una data situazione comunicativa.


Figura 15

Modello di competenza

Ambiti di competenza
Nel presente documento si distinguono cinque ambiti di competenza:

1. Comprensione orale
2. Comprensione scritta
3. Produzione orale (partecipazione a conversazioni e produzione orale continua)
4. Produzione scritta
5. Dimensione plurilingue ed interculturale

I primi quattro ambiti vengono esplicitati con l’aiuto di descrittori che illustrano quanto un allievo sa fare ad un determinato momento della costruzione della competenza. Questi descrittori comprendono vari tipi di discorso (processi di competenza) quali per esempio raccontare o argomentare e descrivono successivi stadi di apprendimento che vanno da un livello elementare fino ad un livello avanzato. Le strategie cognitive e metacognitive necessarie per sviluppare questi ambiti saranno esplicitate in documenti successivi complementari.

I descrittori del quinto ambito elencano gli atteggiamenti, le capacità e le conoscenze inerenti alla dimensione plurilingue ed interculturale. Inoltre illustrano riflessioni metalinguistiche e strategie non strettamente legate ai quattro ambiti sopramenzionati. Per la descrizione di quest’ultimo ambito ci si riferisce al Quadro di riferimento per gli approcci plurali alle lingue e alle culture (CARAP) elaborato dal Consiglio d’Europa.

Processi chiave
Siccome i lavori del Consiglio d’Europa nell’ambito del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue (QCER) hanno portato all’integrazione dei processi chiave nei descrittori stessi, essi non appaiono più in modo esplicito. Qui di seguito si richiamano in maniera generale i processi principali per le competenze di ricezione e di produzione.

Competenze di ricezione

Vengono distinti quattro processi fondamentali: pianificare, eseguire, valutare e rimediare.

Pianificare a livello ricettivo comporta la capacità di identificare il contesto e il mondo a cui il messaggio si riferisce, in modo da poter fare anticipazioni sul contenuto (inquadramento).

Eseguire significa appoggiarsi sul contesto (elementi linguistici e non) per dedurre il senso di parole sconosciute e per accedere al senso di una frase intera o di un paragrafo, utilizzando le proprie conoscenze del mondo e del tema, anche quelle acquisite in altri contesti.

Valutare implica riflettere sulla validità delle anticipazioni fatte e monitorare i progressi fatti nella comprensione.

Rimediare vuole dire rivedere le deduzioni e le ipotesi fatte e se necessario formulare delle ipotesi alternative.

Competenze di produzione

Per le competenze di produzione i processi sono gli stessi come per la ricezione ma si declinano in modo diverso.

Pianificare significa capire lo scopo del compito tenendo conto del destinatario, prevedere risorse varie, organizzare il proprio discorso, ripetere-provare-ripassare il compito in anteprima e scegliere alcuni strumenti linguistici caratteristici di determinate situazioni comunicative.

Eseguire vuole dire adattare i propri mezzi linguistici al compito, compensare i mezzi linguistici ancora limitati servendosi di mezzi quali generalizzare, approssimare, parafrasare, ecc., come anche utilizzare conoscenze e strategie acquisite in altri contesti.

Valutare implica paragonare il proprio risultato con un modello e riflettere sul grado di riuscita del compito.

Rimediare significa sostenere una conversazione grazie ad alcune tecniche di controllo e di riparazione quali riascoltarsi, osservare la reazione mimica degli interlocutori ecc., integrare i feed-back e elaborare un piano strategico per evitare futuri errori. Nella produzione scritta invece troviamo altre tecniche di controllo e di riparazione quali la corrispondenza a determinati modelli comunicativi, il successo comunicativo o, ad un altro livello, l’autocorrezione degli errori più frequenti.

Per le attività di interazione vengono attivati i processi per la ricezione e per la produzione. A questi si aggiungono processi più specifici quali prendere la parola, cooperare e chiedere chiarimenti.







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