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Insegnamento religioso

Relazioni con i contesti di Formazione generale


Versione PDF: Area motricità


La scuola ha accentuato l’attenzione sui problemi quotidiani e della vita di chi sta crescendo. La base per questa operazione è la creazione di una scuola amica del movimento e promotrice della salute.
Per gli insegnanti significa una maggiore responsabilità pedagogica nei confronti degli allievi, i quali vanno responsabilizzati verso una presa a carico e un comportamento consapevole a favore della propria salute e del proprio benessere. Questo sarà possibile sia grazie a una partecipazione attiva durante le ore di educazione fisica, sia grazie a un adeguato comportamento nel contesto scolastico e privato.
Sempre più allievi hanno un rapporto con il proprio corpo poco consapevole; questo spesso si traduce, a lungo andare, in un senso d’inadeguatezza o addirittura in mancanza di autostima.
Invitando i ragazzi a riflettere sulle possibili conseguenze fisiologiche, anatomiche e biomeccaniche indotte da comportamenti e atteggiamenti inadeguati, il docente ha la possibilità di sensibilizzare gli allievi e intervenire direttamente con lo scopo di modificare suddetti comportamenti, proponendo attività pratiche relative alla dimensione biologica (forza, resistenza e mobilità) e quella cognitiva (coscienza e percezione del proprio corpo). Questo accrescerà negli allievi l’importanza del mantenimento della propria salute, nonché la ricerca e lo sviluppo del proprio benessere e del piacere per l’attività fisica. Si consideri inoltre che durante le lezioni di educazione fisica vengono trattati anche i temi di educazione al portamento, elaborati per rendere gli allievi maggiormente consapevoli del proprio corpo e delle posture corrette al fine di evitare danni all’apparato locomotore.


Questi aspetti necessitano di una distribuzione e di una ripetizione costante durante l’arco di tutto l’anno scolastico, rispettivamente sull’arco di tutta la scolarizzazione. L’obiettivo generale, alla fine della scolarità, è quindi di riuscire a gestire in autonomia la propria vita fisica nel quotidiano, nel lavoro e nel tempo libero. La ricerca dell’autonomia nel contesto motorio e la conoscenza del suo funzionamento e delle sue implicazioni sono lo strumento pratico per arrivarci.
Attraverso la sensibilità pedagogica del docente e le sue proposte, l’allievo, grazie a esperienze di successo, viene messo in condizione di sentirsi valorizzato nella propria identità rafforzandone l’autonomia e la responsabilità nelle dinamiche del gruppo classe.


Il 1°ciclo offre una formazione equilibrata che consente di creare legami stabili fra le persone e l’ambiente circostante e considera lo sviluppo del bambino nella sua globalità. Per il bambino in età prescolare, la motricità ha una doppia funzione di mediazione, in quanto consente di scoprire e percepire il mondo. I movimenti di base, la locomozione e le capacità coordinative servono ai bambini come strumenti per percepire il mondo materiale, personale e sociale.


Gli allievi durante le ore di educazione fisica si confrontano tra di loro e/o con se stessi e si cimentano con dei rischi reali o simbolici, che devono imparare ad affrontare e che li portano ad acquisire una responsabilità di fronte ai comportamenti a rischio. Ciò consente all’allievo di praticare le attività tenendo in seria considerazione i propri limiti e di saper applicare tutte quelle misure di sicurezza dettate dall’attività. Allo stesso modo, la possibilità di confrontarsi con gli altri, permette agli allievi di acquisire una sensibilità verso le conseguenze dei propri atti per la salute altrui. A livello fisico in un 1°ciclo, per esempio, gli allievi cominceranno a controllare la propria irruenza quando dovranno prendere i propri compagni, per poi, col passare degli anni, sviluppare il rispetto verso gli altri, tramite attività in cui il contatto fisico sarà maggiormente presente in diverse forme (giochi sportivi, giochi di lotta, …). A livello emotivo la possibilità di confrontarsi con attività con memoria di vittoria e sconfitta o con giochi paradossali, permetterà ai docenti, tramite momenti di discussione, di far riflettere gli allievi sui comportamenti verso chi è stato sconfitto o di chi ha subito un torto. In educazione fisica gli allievi sono chiamati spesso a fare delle scelte: ogni situazione di gioco o di attività presuppone delle prese di decisione, che condizionano immediatamente il gioco stesso. L’alunno è chiamato a valutare le possibilità di riuscita, scegliendo la soluzione che gli offre la maggior probabilità di successo: uscire o meno dalla casa, liberare un compagno piuttosto che un altro, partire tenendo in considerazione il cacciatore, tirare in porta o passare a un compagno, eseguire una finta, … sono delle decisioni che conferiscono al gioco un rilevante valore educativo e confrontano il bambino con delle responsabilità. Grazie all’esperienza gli alunni potranno fare scelte sempre più consapevoli. Questa autonomia di scelta dovrà man mano diventare sempre più condivisa con gli altri per permettere la costruzione di un’identità sociale, dapprima attraverso a delle collaborazioni in giochi sociomotori, per poi sfociare in progetti comuni come la creazione di un gioco di classe o di una coreografia, o di piramidi umane.


Questi aspetti favoriscono anche un altro tema importante della Formazione generale, che è l’educazione alla cittadinanza, alla quale l’educazione fisica contribuisce anche tramite le attività sociomotorie in cui gli alunni possono assumere e cambiare vari ruoli sociomotori, ognuno con dei diritti e dei doveri determinati dalla logica interna del gioco. Questo consente loro di capire e accettare il senso di diritti e doveri delle varie figure, ludiche prima, istituzionali poi. Nello specifico si può pensare anche ai diritti e ai doveri definiti dal gruppo, dai principi del Fair-play, dai docenti, dalle esperienze di vita in comune, dall’aiuto reciproco e dalla coeducazione. Le regole sono delle norme fissate da una collettività per lo svolgimento di un gioco; esse possono essere scritte o definite oralmente; nei giochi tradizionali, sono il frutto di un’intesa verbale e possono essere modificate dai giocatori, con lo scopo di educare gli allievi alla partecipazione democratica e conseguente al loro contesto educativo e ai loro bisogni. Le regole sono al centro dell’accordo ludico e stabiliscono il rapporto che l’individuo ha con tutto ciò che lo circonda (come lo spazio e il tempo di gioco, gli oggetti e gli altri partecipanti). Spesso in educazione fisica le regole sono adattate al contesto classe anche in occasione di giochi sportivi istituzionalizzati, dove la facilitazione delle stesse consente di adattare la situazione motoria alle capacità degli allievi. Queste scelte possono essere prese dal docente o messe in discussione con il gruppo classe a seconda se l’accento vuole essere messo sul processo di maturazione delle regole e del reciproco ascolto oppure sulla funzionalità della situazione didattica.


Le regole sono la matrice fondamentale del gioco e contribuiscono in larga misura alla sua definizione. Il gioco non è pertanto un’attività assolutamente libera e spontanea e il piacere che il soggetto ne ricava è spesso legato a un contratto ludico sancito da regole ferree. Se non si è legati da questo patto, le condotte di ogni giocatore perdono il loro significato e la loro coerenza.
La condivisione di regole e di strategie comuni permette al giovane di sottostare a principi simili a quelli vigenti nella società civile. A questo riguardo tematiche come “educare alla pace, rispettare l’ambiente, favorire gli ideali democratici, favorire l’inserimento dei cittadini nel contesto sociale, apprezzare il senso delle tradizioni” costituiscono dei percorsi trasversali lungo tutta la durata della scolarizzazione obbligatoria.


L’educazione fisica, per sua natura, consente agli allievi di confrontarsi con queste tematiche in un contesto ludico e quindi protetto. Attraverso situazioni reali, vissute e personali, i discenti potranno conoscere il loro modo di porsi come individui rispetto al mondo circostante per poi adattare il loro modo di relazionarsi con l’ambiente e di accogliere la diversità in ottica di sviluppo alla cittadinanza.
Per quel che riguarda il contesto economico e i consumi le uscite nella natura previste nell’ambito delle lezioni di educazione fisica e dei progetti d’istituto, così come le escursioni in montagna di uno o più giorni sono un’ottima base di partenza per la costruzione da parte degli allievi di un’immagine corretta del territorio da salvaguardare. Queste occasioni permettono pure al docente di evidenziare modelli di comportamento corretti da assumere e di riflettere sugli aspetti negativi di quelli inadeguati.


Per concludere, in palestra, l’utilizzo delle tecnologie mediatiche può essere funzionale al raggiungimento degli obiettivi disciplinari, alla valutazione degli apprendimenti e delle competenze generali. L’utilizzo dei vari tipi di supporti didattici mediatici come tablet, video, cd, cardiofrequenzimetri ecc., così come alcuni siti didattici presenti nel web, permettono agli allievi il miglioramento del loro approccio con la tecnologia. Consentono loro inoltre di ottenere delle immediate e diverse informazioni sullo svolgimento, sulle dinamiche e sulla struttura dell’azione motoria considerata.







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