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Area motricità

Relazioni con le Competenze trasversali


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Per quanto riguarda lo sviluppo personale degli allievi, riteniamo che l’educazione fisica consenta agli alunni di cimentarsi con varie situazioni motorie, attraverso le quali ognuno può riconoscere e sperimentare i propri limiti, le proprie capacità, le proprie emozioni e cercare nuove risorse per risolvere in modo efficace il compito motorio. In questo senso l’alunno sviluppa viepiù la consapevolezza di sé. In questo senso le situazioni motorie permettono agli allievi di confrontarsi in modi diversi con se stessi, con l’ambiente e con gli altri, sottostando alle regole determinate dal contesto educativo.


L’educazione fisica permette agli allievi di collaborare con l’intenzione di raggiungere scopi condivisi, organizzando il lavoro in modo cooperativo, dove i componenti del gruppo forniscono un contributo personale e/o coelaborato nel rispetto dei ruoli e delle regole della situazione motoria. Questi aspetti collaborativi sono molto presenti sia a livello di definizione e attuazione di operazioni sia a livello di autovalutazione e regolazione, svolta all’interno dei singoli gruppi o dell’intera classe. In un contesto cooperativo è importante che l’alunno possa rendersi conto delle proprie convinzioni e si senta a suo agio nel comunicarle senza timori o pregiudizi al resto della classe. Il fatto che in educazione fisica ci si debba confrontare con situazioni sociomotorie, consente all’allievo di avere più occasioni per sviluppare queste Competenze trasversali. Essa può essere ulteriormente arricchita dal confronto con la diversità altrui, intesa sia in termini di capacità sia in termini di opinioni.


Attraverso situazioni motorie in cui sono richieste collaborazione e comunicazione, il discente è frequentemente confrontato con compagni che possono avere capacità e opinioni diverse dalle sue. Egli sarà quindi indotto a tener conto della diversità altrui e ad accettarla, adattando i propri comportamenti in modo pertinente. Si evidenzia inoltre come in educazione fisica gli alunni debbano spesso interagire con compagni diversi dove l’interazione può essere mediata attraverso un oggetto, oppure avvenire con modalità differenti di contatto fisico. Questo favorisce nei discenti la capacità di collaborare con più interlocutori e di saper gestire il proprio spazio personale e quello altrui. In educazione fisica gli allievi hanno spesso l’occasione di comunicare attraverso il corpo, quindi tramite il linguaggio non verbale. Questo si manifesta sia a livello espressivo, in cui l’obiettivo può essere quello di trasmettere un messaggio o di dare un senso e un’espressione emotiva al messaggio verbale, sia a livello cognitivo, in cui si è in presenza di una forma di controcomunicazione, attraverso la quale si cerca d’ingannare l’avversario (ad esempio attraverso delle finte). Questa forma di controcomunicazione ha una valenza trasversale, dal momento in cui l’allievo diventa consapevole del suo significato e della sua portata comunicativa verso gli altri e la mette in gioco a livello gestuale in termini collaborativi ed evita di utilizzare posture e movimenti destabilizzanti, che possono trasmettere un senso contrario alla comunicazione verbale.


Un ulteriore aspetto che viene sviluppato attraverso l’educazione fisica è la comunicazione a scopo collaborativo, in cui, attraverso gesti e movimenti, un individuo ricerca o offre una possibile soluzione a una situazione motoria. L’atteggiamento comunicativo assume in educazione fisica un ruolo importante, in quanto per la soluzione del compito sociomotorio, l’allievo deve cercare di comunicare nel modo più efficace possibile con i suoi partner.
Si ritiene che tutti i processi chiave concorrono allo sviluppo del pensiero riflessivo e critico. In educazione fisica l’allievo si trova infatti spesso confrontato con situazioni che richiedono un approccio differenziato, vuoi per la metodologia, i ruoli, gli strumenti utilizzati, gli spazi a disposizione, le interazioni con gli altri e i vincoli dettati dalle varie situazioni motorie. Ciò fa sì che egli debba costantemente adattare il suo atteggiamento motorio, assumendo una sempre maggiore autonomia di pensiero critico, che gli consente di trovare soluzioni adeguate alle proprie risorse e rispettose dei vincoli dettati dalla situazione motoria. All’interno di situazioni in cui è richiesto un lavoro di gruppo, agli alunni è richiesto di condividere e riconoscere i vari punti di vista, comprendendo anche i bisogni altrui, riflettendo insieme per trovare soluzioni adeguate.


Fin dall’infanzia lo sviluppo della persona è fortemente condizionato dall’esperienza motoria che il bambino compie. È infatti attraverso l’utilizzo del proprio corpo che il bambino impara a interagire e a scoprire il mondo e di riflesso a scoprire se stesso. Questo processo di scoperta di sé e di ciò che ci circonda attraverso l’utilizzo del corpo si sviluppa anche durante la scolarizzazione, in quanto l’allievo per trovare soluzioni e strategie d’azione adeguate alle nuove richieste deve innanzitutto richiamare le sue capacità motorie pregresse. In seguito deve valutare in che misura queste gli consentono di essere efficace, per poi regolarle, ampliarle e completarle in modo originale, al fine di definire nuove ipotesi di lavoro. Questo iter permette all’allievo di formarsi attraverso lo sviluppo del pensiero creativo. La maggior parte delle attività motorie in educazione fisica ha una struttura tale da permettere agli alunni di confrontarsi più volte in modo ludico con situazioni simili. Questo consente loro quindi di sperimentare nuove soluzioni creative, che possono portare magari a degli insuccessi, ma danno nell’immediato continue opportunità di trovare soluzioni adeguate al contesto. Ciò favorisce nell’allievo un atteggiamento positivo verso il pensiero creativo.


Durante le ore di educazione fisica gli allievi hanno la possibilità di confrontarsi con situazioni motorie diversificate, le quali permettono però di favorire gli stessi apprendimenti. Questo permette di conseguenza al discente di trovare le attività a lui più consone o per lui più curiose da scoprire, aumentando quindi la sua motivazione intrinseca e la sua disponibilità ad apprendere all’interno di una cornice temporale a lui più congeniale.
Soprattutto nel 2°e nel 3°ciclo, all’allievo può essere data la possibilità in educazione fisica di autodeterminare il proprio percorso formativo, decidendo ad esempio tempi, spazi e modalità di lavoro, in cui quindi egli possa partecipare attivamente al proprio apprendimento, rispettivamente gestirlo in modo propositivo. Queste strategie di apprendimento sono favorite in modo particolare (ma non esclusivo) dai processi di attuazione e autovalutazione delle proprie operazioni motorie.







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