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Dimensione ambiente (1° / 2° ciclo)

Indicazioni metodologiche e didattiche


Versione PDF: Area scienze umane e sociali - scienze naturali


1°ciclo

L’insegnamento nella Dimensione Ambiente deve essere animato e caratterizzato da uno spirito di ricerca messo in atto attraverso un coinvolgimento diretto, attivo del bambino, in stretta relazione con il suo ambiente di vita. Egli pone le sue domande, formula le sue idee, esprime le sue concezioni degli eventi e dei fenomeni naturali. Proprio per la loro importanza, le concezioni vanno considerate e valorizzate nel calibrare l’azione didattica e pedagogica, al fine di ideare progetti che abbiano un senso per il bambino. Il ruolo del docente è comunque centrale nella preparazione e nella messa in scena di situazioni di apprendimento motivanti e feconde, sia apportate dal bambino, sia proposte dal docente. La regia educativa del docente è fondamentale sia per calibrare le proposte che egli offre agli allievi, sia affinché avvenga una auto-organizzazione dell’apprendimento guidata quando l’oggetto dell’apprendimento è fornito dalla classe.
Nella SI, in particolare, si valorizza un approccio metodologico nel quale si mantenga la centralità del mondo immaginario e cognitivo dell’allievo.
Partendo da uno stimolo percepito nel reale, da una metafora, da un simbolo o da una narrazione, ai bambini si pongono loro direttamente o si propone loro di creare scenari, oggetti simbolici, situazioni problema che possano essere spunto di un nuovo apprendimento. Saranno necessariamente spunti ai quali gli allievi devono poter dare un loro senso e possono fungere da stimolo per una evoluzione delle loro concezioni o espressioni iniziali.

La progettazione delle attività si sviluppa in interazione fra allievi e docente, con il docente che contribuisce alla regolazione delle situazioni di apprendimento, mediante interventi di lancio e rilancio di situazioni problema, di spunti narrativi e di apertura di laboratori percettivi ed espressivi. In questo contesto educativo, il bambino non è soltanto attore ma anche autore.
Le indicazioni metodologiche per la scuola dell’infanzia hanno un valore anche per i primi due anni della scuola elementare, con la necessaria flessibilità. Le tematiche assumono infatti caratteristiche più oggettive; possono essere comunque svolte mediante uno sfondo narrativo con la preoccupazione di avvicinarle a una conoscenza del mondo concreto.

Le situazioni di apprendimento principali suggerite per la programmazione sono:

  • l’incontro con aspetto reale suscitato dalle narrazioni, situazioni problema, da una indagine conseguente, iniziando a dare una organizzazione alla loro risoluzione;

  • i laboratori tecnico-creativi in rapporto con le situazioni problema e/o con aspetti estetici della narrazione;

  • le escursioni, anche solo all’esterno della scuola, per la percezione diretta dei fenomeni e per la raccolta di informazioni di prima mano;

  • la classificazione e l’elaborazione di tracce delle esperienze vissute.

In questo senso risultano importanti l’organizzazione degli spazi in cui si apprende, la costruzione di angoli dedicati ad attività specifiche, la messa in scena delle attività con i bambini mediante l’uso di strumenti e materiali stimolanti, adatti ai vari livelli di sviluppo cognitivo e motorio. Anche i luoghi e i contesti delle escursioni devono essere scelti e preparati con la stessa cura.

2°ciclo

Le metodologie e i sussidi didattici devono essere costruiti e selezionati in funzione della fase di sviluppo cognitivo (pensiero operatorio concreto). A partire dalla percezione diretta dei fenomeni considerati, l’allievo viene stimolato a svolgere le operazioni mentali caratterizzate dalla razionalità e dalla causalità che lo possano aiutare a superare l’interpretazione egocentrica del mondo. Alla sensibilità emotiva e soggettiva, si combina una visione oggettiva dell’ambiente naturale e sociale. Si tratta infatti di suscitare una sempre più chiara sistematizzazione della realtà concreta e dei fenomeni che vi si possono rilevare. Globalmente si realizza un decentramento con il quale l’allievo costruisce una propria personalità sociale sempre più autonoma, capace di comunicare e di confrontarsi con vari punti di vista e interpretazioni della realtà.

In questa fase formativa, l’allievo può utilizzare con maggiore facilità i linguaggi verbali, la numerazione, le misure quantitative e la geometria, potendo così costruire rappresentazioni dello spazio e del tempo più strutturate ed efficaci per l’orientamento esistenziale e pratico. Egli prova pure un interesse nella scoperta di nuove procedure d’indagine, di esplorazione dell’ambiente, nell’impiego di svariati strumenti tecnici di osservazione e di analisi. Sul piano metodologico è pertanto indicato costruire dei percorsi di apprendimento ricchi di situazioni problema che richiedono l’indagine sistematica e la sperimentazione. Queste vanno costruite e discusse in gruppo e con il docente e hanno come obiettivo di corroborare e/o invalidare le ipotesi derivanti dall’interrogativo di ricerca. Le concezioni rappresentano comunque il punto d’avvio per acquisire nuove conoscenze e far evolvere modelli esplicativi sempre più coerenti e pertinenti con quelli accettati dalla comunità scientifica.
Come nel 1°ciclo, la valorizzazione delle capacità di auto-organizzazione della classe è essenziale, per dare senso alle attività e per favorire la creatività. Pertanto la pedagogia per progetti è un orientamento metodologico vivamente consigliato.







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