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La valutazione

La comunicazione valutativa nei tre gradi scolastici


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Nella scuola dell’infanzia è prioritaria la valutazione per l’apprendimento (osservazione continuata dell’evoluzione del bambino) e la descrizione del profilo delle capacità - competenze che l’allievo sta sviluppando (soprattutto in vista della comunicazione con i genitori). Non sono previste valutazioni sommative e la comunicazione ai genitori è di tipo descrittivo e criteriale. Una comunicazione orale ai genitori con un colloquio nel corso dell’anno e una comunicazione in forma di testo scritto a fine anno (sempre ancora descrittivo delle competenze raggiunte nelle varie dimensioni formative) risulta una procedura auspicabile e in linea con quanto già in atto per le scuole elementari.


Nella scuola elementare la descrizione dell’evoluzione degli apprendimenti degli allievi si differenzia e diventa specifica. In ogni classe a metà anno scolastico viene svolto un colloquio obbligatorio con la famiglia per uno scambio di informazioni e pareri attorno all’evoluzione formativa dell’allievo. Per la prima elementare il giudizio sull’evoluzione è unicamente descrittivo e criteriale. In seconda elementare (4° anno HarmoS) vengono introdotte alcune valutazioni sintetiche disciplinari (italiano e matematica). Dalla classe terza (5° anno HarmoS) ogni descrizione disciplinare è accompagnata da una valutazione sintetica. Per tutte le classi a fine anno scolastico viene formulata una valutazione numerica in tutte le materie.

Anche nella scuola media la valutazione per l’apprendimento caratterizza il processo valutativo che si realizza nel percorso formativo. A metà anno viene fornito alla famiglia un rapporto intermedio descrittivo espresso a parole. A fine anno per ogni disciplina viene espressa una nota numerica indicante il grado di raggiungimento dei traguardi di apprendimento previsti.

Nella comunicazione valutativa relativa alla conclusione dei diversi gradi scolastici si tratta di fare riferimento sia ai traguardi di apprendimento disciplinari previsti nei piani disciplinari, sia all’evoluzione dei profili di competenza descritti per le Competenze trasversali nel presente Piano di studio.







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