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Testo narrativo. Storie di coraggio e paura (Ita3a)

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Ciclo di riferimento: terzo​​
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L’attività è da destinare ad una classe del secondo biennio di scuola media, preferibilmente una quarta.​​
Secondo il Piano di studio, “nel III ciclo il testo narrativo è finalizzato ad arricchire il mondo interiore dell'allievo, a svilupparne l'adesione ai valori sociali e il senso estetico. Si leggeranno prevalentemente testi narrativi di carattere letterario, allo scopo di riconoscerne le caratteristiche di genere e il valore conoscitivo e riflessivo” (PdS, p.107). Nell’ambito del secondo biennio della scuola media, un discorso relativo a “coraggio e paura” può permettere agli allievi non soltanto di gettare ulteriore luce su alcuni aspetti fondamentali della propria interiorità, ma anche, e soprattutto, di approfondire delle tematiche che producono necessariamente delle implicazioni anche sul piano civile e sociale. Attraverso il confronto e l’analisi dei documenti proposti, si vorrebbe cioè sviluppare nel ragazzo anche la capacità di conoscere e di leggere ciò che accade attorno a lui (e quindi nel mondo), di comprendere che la società non è un’entità separata da sé, bensì che essa è parte integrante dell’individuo stesso, e viceversa, in un continuo rimando di influenze reciproche. Per queste ragioni la tematica viene presentata attraverso una prospettiva che mira non più solo e soltanto all’“io”, ma anche alla dimensione del vivere comunitario, ambito nel quale queste due emozioni giocano senza dubbio un ruolo preminente.​​
Da qui la scelta di correlare questo tema a quello della scuola, della cultura, dell’istruzione e dell’educazione. Si tratta di diritti fondamentali dell’essere umano, il cui esercizio, però, ieri e oggi, in diverse parti del mondo, ha richiesto e richiede grandi atti di fatica e coraggio. ​​
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È dunque questa angolazione specifica a costituire il denominatore comune in grado di garantire una coerenza e una continuità ai documenti attorno ai quali si struttura l’itinerario proposto. Si tratta di documenti di genere diverso: dal racconto autobiografico al testo letterario; dal documentario al testo espositivo. Ciò che però accomuna le proposte è la presenza costante della Scuola, accanto a quella, fortemente condizionante, della Storia, protagonista spesso “nascosta” ma anche determinate per la vita e per le scelte delle persone e dei personaggi che si incontrano lungo il percorso didattico, nonché artefice dei contesti in cui essi si trovano a doversi muovere. Si focalizza qui un momento del percorso, incentrato su un testo narrativo, La lingua delle farfalle, di Manuel Rivas (Ita3a – Allegato 1). La lettura di un racconto in classe dovrebbe, prima di giungere a qualunque forma di analisi più approfondita, rappresentare per gli allievi un’esperienza estetica, un’occasione privilegiata di dialogo e confronto tra l’autore e il loro vissuto emotivo e personale. Per questa ragione, al termine della lettura esemplare da parte del docente, prima del lavoro in gruppi, abbiamo previsto un momento in cui gli allievi avranno la possibilità di manifestare un primo apprezzamento del testo, o di formulare e condividere domande o dubbi, che sarà certamente interessante riprendere al termine del percorso.​​
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Infine, in sede di preparazione, il docente dovrebbe riflettere sulla presenza nel testo di una bestemmia esplicita. In base alla sua sensibilità e alla conoscenza della classe, egli potrà decidere se proporre il testo nella sua forma originale o meno.​​
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