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Storia delle religioni

Significato e finalità formative della disciplina


Versione PDF: Storia delle religioni (IV media)


L’insegnamento obbligatorio della religione vista come un fenomeno culturale rientra, come negli altri cantoni della Svizzera tedesca e romanda, nella finalità della scuola pubblica. L’attenzione per le tradizioni religiose e le loro diramazioni nella storia e nella contemporaneità è un tassello della formazione e della socializzazione. La nuova disciplina si prefigge, prima di tutto, di fornire conoscenze sui fenomeni religiosi e di proporre riflessioni sulle radici storiche e sulle realtà contemporanee del contesto in cui vivono gli adolescenti.

La nostra società è caratterizzata da un marcato pluralismo da una parte e da una differenziazione dei campi sociali dall’altra. In questo contesto, lo studio delle tradizioni e delle pratiche religiose contribuisce in particolare alla comprensione del mondo contemporaneo, caratterizzato dalla convivenza spesso anche conflittuale di orientamenti esistenziali diversi.

Lo studio critico della religione è importante per apprendere a vivere nella società, sviluppare una personalità, comprendere il significato del rispetto delle libertà fondamentali, delle differenze di cultura, lingua e religione nel rispetto dei valori democratici di uno stato di diritto. Un approccio descrittivo alla religione considerata come fenomeno culturale intrecciato con i vari ambiti della società contribuisce a capire i potenziali e i limiti, l’effetto coesivo e distruttivo che gli orientamenti religiosi possono sviluppare a seconda dei periodi e dei contesti.

Le tradizioni religiose rispecchiano le trasformazioni di una società, gli incontri, gli scambi e i conflitti che nascono tramite gli spostamenti di persone e gruppi. Esse offrono un orientamento a comunità e persone, segnano con molteplici narrative, pratiche e la cultura materiale il territorio, interagiscono con i discorsi sui valori, determinano i ruoli di genere. Le conoscenze sulla religione facilitano la comprensione della diversità e del rapporto tra individuo, comunità e stato.

L’introduzione di un corso di storia delle religioni in 4 media comporta delle sfide che devono essere affrontate in un piano di studio adatto alla scuola pubblica. In particolare, i docenti devono essere preparati ad affrontare i seguenti aspetti:

  • L’insegnamento della storia delle religioni è impartito partendo da una visione scientifica del fenomeno religioso letto in chiave culturale. In linea di principio, l’approccio è impostato sulla comparazione tra orientamenti religiosi e esistenziali legati alla presenza sul territorio e all’esperienza degli allievi.

  • La libertà di credo e di coscienza (art. 15 Cost.) deve essere rispettata.

  • All’interno di una classe, alcuni allievi conoscono già un approccio descrittivo alla religione, per esempio perché hanno frequentato corsi sulla propria confessione. Altri invece saranno confrontati per la prima volta con questo modo di descrivere, analizzare e interpretare i fenomeni religiosi. Questo può comportare delle difficoltà a diversi livelli, per esempio può portare a dei conflitti con quanto praticato o imparato nell’ambito famigliare o nella propria comunità di appartenenza, oppure stimolare un cambiamento a livello di convinzioni individuali che deve essere gestito dall’allievo o dall’allieva. Pertanto, l’insegnamento della storia delle religioni deve essere accurato a livello ermeneutico, stimolando una riflessione personale sul proprio punto di vista, sia nei confronti delle proprie convinzioni che nei confronti delle alterità e diversità.

  • La finalità ultima è quella di rendere partecipi, in modo attivo, i giovani in una società dove la coesione sociale fra persone dalle molteplici identità sia un valore e in cui la comprensione reciproca e l’integrazione in una società multiculturale e differenziata sia perseguita.

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