La mostra propone un viaggio alla scoperta della storia di cappelli, borse, scarpe, guanti, bastoni, ombrelli, fazzoletti e ventagli: non solo oggetti d'uso che da secoli ci accompagnano nella nostra quotidianità, ma anche elementi che contribuiscono a definire lo status e l'appartenenza sociale degli uomini e delle donne che li indossano o che li utilizzano.
A dipinti e sculture, manifesti pubblicitari, figurini e riviste di moda, lungo il percorso espositivo fanno da controcanto oggetti reali.
Un'ampia sezione intende inoltre far rivivere, anche attraverso fotografie, attrezzi di lavoro e documentazione originale, l'atmosfera che si respirava nell'ambiente della produzione e del commercio di cappelli e articoli di moda sul territorio ticinese. Un focus è inoltre posto sulla confezione di cappelli, cestini e borse di paglia nella Val Onsernone. L'esposizione si chiude con la figura della stilista luganese Elsa Barberis.
Il tema della mostra offre l'occasione per aprire riflessioni sulle sfide a cui ci troviamo a rispondere e in particolare sull'ecosostenibilità e sui nessi tra fast fashion – ovvero la produzione capi di abbigliamento a bassissimo costo per seguire le tendenze della moda –, inquinamento, riciclo dei materiali e sfruttamento del lavoro.
Per maggiori informazioni: SCUOLE_Accessori di classe_PZ_2025
Fascicolo: Fascicolo atelier moda sostenibile
Volantino: PIEGHEVOLE_Accessori di classe_Pinacoteca Züst_2025