Accesso

Con parole precise: manuale di autodifesa civile
Sussidi didattici


Newsletter del:
20.08.2026

Newsletter


​Gianrico Carofiglio ; a cura di Giorgia Carofiglio. - Milano : Feltrinelli, 2026. - 165 pagine. - (Scintille). - ISBN: 978-88-07-17476-6


Farsi capire non è un limite, ma una precisa responsabilità democratica. L’autore esplora il legame inscindibile tra linguaggio e democrazia in un saggio che insegna a riconoscere e smontare le tecniche di manipolazione, offrendo un vero e proprio prontuario per una comunicazione onesta, chiara e responsabile. Un saggio che esplora l'intimo legame tra il pensiero critico e il linguaggio.
Le parole possono chiarire o confondere, costruire realtà condivise o generare illusioni tossiche. Occuparsi del linguaggio e della sua qualità non è dunque un lusso da intellettuali o una questione da accademici. È un dovere cruciale dell’etica pubblica.
Nel libro Gianrico Carofiglio ci guida dentro l’officina della comunicazione politica e civile, mostrando come slogan, metafore e cornici linguistiche possano diventare strumenti di manipolazione o, al contrario, di liberazione.
Partendo da esempi concreti l’autore insegna a riconoscere le trappole del linguaggio e a disinnescarle con chiarezza, rigore e immaginazione.
Un invito a esercitare il pensiero critico, a scegliere le parole giuste, a non cadere nell’ipnosi della lingua manipolata. Perché la qualità del discorso pubblico è la qualità della nostra democrazia.
Il testo si sviluppa attraverso diverse tappe fondamentali:

  • L'importanza della chiarezza: non è possibile pensare chiaramente se non si è in grado di esprimersi con precisione. Il linguaggio oscuro è spesso causato da tre vizi: pigrizia, narcisismo o brama di potere.

  • Le insidie della manipolazione: analizza come i leader politici e la propaganda usino metafore, semplificazioni e sovraccarico cognitivo per distorcere la realtà e neutralizzare le capacità critiche dei cittadini.

  • Il galateo della scrittura onesta: propone un vero e proprio breviario per una scrittura che rispetti la verità e l'interlocutore, ricordando la premessa fondamentale: avere qualcosa da dire!


“Dare il nome giusto alle cose può essere un gesto rivoluzionario.”

L'autore dimostra come una comunicazione chiara, onesta e precisa sia il fondamento della democrazia e un vero e proprio strumento di difesa civile contro la manipolazione. Il messaggio centrale è che la cura delle parole è un dovere civico: utilizzare termini precisi e diretti è il miglior strumento di autodifesa per difendersi dalle fake news, dall'aggressività retorica e dall'inganno.

Disponibilità