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​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​​Parte teo​rica
Prefazione

​Indice


L'IDEA DEL PROGETTO​

Vorrei esporre al lettore quali sono le motivazioni che mi hanno spinto con grande entusiasmo a sviluppare questo progetto. Sono da sempre amante della natura, adoro osservare la flora, la fauna e tutto l'ambiente circostante, compreso l'influsso meteorologico. La famigerata estate del 2003, con temperature tropicali record, è stata quel fattore che ha dato vita anche al mio interesse per il clima e ai suoi mutamenti. Il resto lo paragono alle scatole cinesi, dove la curiosità e la fame di sapere inducono come per inerzia a saziarsi di nuove conoscenze.

In questo cammino per trovare delle risposte mi sono imposto l'obiettività di giudizio, non l'ideologia. Chi si addentra in simili tematiche, io in particolare come economista, non può esimersi dal formulare il seguente quesito, valido per tutte le società di questo mondo. “Come possiamo svilupparci da un punto di vista sociale ed economico senza compromettere la terra, le sue risorse, tutti gli esseri viventi e in particolare le generazioni future?"

La coscienza sociale, e soprattutto l'informazione riguardo a questa problematica, aumenta in maniera costante. Questo passaggio non deve per forza arrivare a nuovi divieti che limitano la libertà personale, ma può concretizzarsi attraverso soluzioni tecnologiche, economiche o di piccole scelte quotidiane di risparmio che sommate singolarmente portano a risultati considerevoli. Questo discorso vale anche per gli altri attori economici, ossia gli enti pubblici e le aziende, che stanno mandando segnali importanti con soluzioni innovative e lungimiranti.

Dovrà essere un percorso fatto di risposte concrete, graduali e di nuovi modelli comportamentali, ma la strada intrapresa è quella corretta. Anche i paesi più inquinanti si rendono conto che l'umanità è ancora in tempo per agire e non arrivare al punto di non ritorno. Di questi giorni è la notizia di un accordo di massima tra Cina e Stati Uniti per ridurre le emissioni di CO2 del 30% sotto il livello del 2005. Di buon auspicio.

Nel 2008 alla Scuola Professionale Artigianale e Industriale, da ora in poi SPAI, ha chiesto a tutti i docenti della Maturità Professionale, da ora in poi MP, di proporre delle nuove idee per i corsi Opzionali. Ho colto l'occasione e con grande entusiasmo è nata l'idea di un corso chiamato “Economia ed Ecologia" che prova a dare proprie delle risposte a chi vuole adottare dei comportamenti maggiormente rispettosi dell'ambiente permettendo comunque all'uomo di non rinunciare agli standard di benessere odierni.

Dopo un primo anno di sperimentazione, i contenuti disciplinari, gli obiettivi e le competenze sono andati vieppiù delineandosi in modo chiaro e mirato.

Data la facoltà di scelta per gli allievi, ogni inizio di anno tutti i docenti coinvolti nell'opzione MP presentano a grandi linee le loro proposte. Osservo come quelli che si iscrivono al mio corso arrivino di anno in anno sempre più informati. Segno che già allo stadio delle Scuole Medie viene svolto un buon lavoro informativo. La persona in formazione ha un sapere diffuso già ampio e riesce a descrivere, identificare, rendersi conto e comprendere alcuni concetti disciplinari.

Dato l'interesse riscontrato, lo scalino successivo è stato chiedermi, se altri docenti desiderassero affrontare, come accenno, in forma interdisciplinare o anche disporre intere unità didattiche già elaborate, i temi ecologici. Questo punto di condivisione ha dato il là alla nascita di elaborare un progetto per le Scuole Professionali Cantonali, grazie al sostegno della Divisione della Formazione Professionale.

Credo che l'utilità del progetto sia anche sottolineata del nuovo Piano Quadro per la Maturità Professionale che recita:

“Il Piano Quadro[1]​ ​tiene conto degli obiettivi dell'educazione alla sviluppo sostenibile nella concezione delle competenze trasversali, in diversi programmi quadro d'insegnamento disciplinare e nella direttiva concernente l'approccio interdisciplinare … Tramite l'educazione allo sviluppo sostenibile la persona in formazione ne comprende l'importanza e il senso di corresponsabilità nel preservare le basi naturali della vita e nel rispetto dei diritti umani"

[1]Piano Quadro per la Maturità Professionale, pag. 98



LA STRUTTURA DEL PROGETTO

Ho strutturato il progetto nei seguenti punti e tappe.


Prima fase

Per valutare quale fosse il potenziale interesse per questi temi e la reale volontà di implementazione ho elaborato un questionario, destinato in particolare ai docenti delle materie umanistiche, per valutare i seguenti punti:

Capire la disponibilità e volontà nell'affrontare temi ecologici durante le proprie unità didattiche;

Le motivazioni, sia positive che negative;

Le proposte di tema che interessano maggiormente da condividere con gli studenti;

Osservazioni da rivolgermi, poiché i piani lezioni che andrò a sviluppare possano tenere conto di specifiche esigenze.

Il questionario è stato distribuito in forma elettronica a tutte le Scuole Professionali del Cantone Ticino, con termine di consegna al sottoscritto fine ottobre 2014, per chi desiderava dare il suo contributo.

Nel mese di novembre 2014, mi sono occupato di leggere i questionari e creare delle statistiche per quanto concerne la preferenza dei temi. In un secondo momento, ho riportato tutti i vari suggerimenti inoltrati. In sostanza quanto elencato mette termine alla prima fase.


Seconda fase

Nella successiva, che dura all'incirca da dicembre 2014 fino a giugno 2015, verranno svolti principalmente due lavori:

Per primo, cercherò di esporre le origini di questa accresciuta sensibilità sociale verso i temi ecologici e di esporre, grazie all'aiuto di dati scientifici, la mia opinione sull'effettivo cambiamento climatico con le possibili conseguenze.

Il passo successivo sarà quello di redigere delle schede tecniche inerenti i vari sottotemi per dare la possibilità al docente di raccogliere le nozioni di base prima di affrontare un determinato argomento con degli studenti.

Terza fase

Nella fase conclusiva, operativa il prossimo anno scolastico, verranno create le proposte di unità didattiche dettagliate con gli eventuali supporti. Seguirà un bilancio finale di tutto il percorso svolto.


Quarta fase

La trasposizione del progetto da carta al sito di Scuola Lab



SAPERE

Come descritto nella parte introduttiva, cercherò di portare dei dati scientifici e di esporre la mia posizione. Non essendo specializzato nel campo mi baserò esclusivamente su fatti e non di procedere in modo arbitrario o ideologico.

Pongo subito delle domande che potrebbero essere le stesse che sorgono al lettore.

Le piogge molto intense di questo autunno sono un fenomeno meteorologico o climatico? A chi può essere attribuita la colpa?

Mi sono anche chiesto se fosse da considerare normale per la stagione poter effettuare un giro di bicicletta alle 9.30 del mattino di venerdì 5 dicembre 2014 tra i 1040 m.s.m. e i 1550 senza neve, ghiaccio in strada e giungendo in quota con una temperatura di 5.8°C e un'aria relativamente gradevole?

La risposta è complessa, vediamo di chiarire allora alcuni concetti scientifici.

Meteorologia[1] basa essenzialmente le sue osservazioni di fenomeni sull'arco di un periodo molto breve. L'evento viene ponderato in rapporto alla sua durata e alla sua stagione.

Ad es. un nevicata a basse quote nel mese di novembre è un evento poco frequente ma che può succedere. Può essere considerato come un evento meteorologico.

Clima[2] considera invece le condizioni dell'atmosfera di una data regione osservato per un periodo lungo di anni. Su questo ultimo punto ci sono diverse visioni, ma sicuramente questo periodo non può essere inferiore ai 15. Quindi tornando all'esempio di prima se per 17 anni su 20 viene a nevicare in pianura a novembre può essere considerato come un evento climatico.

Dobbiamo quindi basarci su dati di temperatura media su di un lasso di tempo molto lungo, nell'ordine di alcuni decenni.

La temperatura media terrestre in questi ultimi tre decenni è aumentata notevolmente. Vediamo un grafico tratto da meteosvizzera:

Immagine 1: scostamento della temperatura annuale rispetto alla media trentennale

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Spiegazione: “Andamento pluriennale della temperatura media annuale in Svizzera dal 1864, rappresentata come deviazione dalla media del periodo normale 1961-1990. Gli anni indicati in rosso sono stati più caldi e quelli in blu più freddi rispetto alla norma. Il valore normale calcolato sul periodo 1981-2010 è inoltre raffigurato, per un confronto, tramite una linea tratteggiata"

Questo significa che la temperatura media tra il 1981 e il 2010 è già aumentata di 0.7°C, e nonostante questo valore aumentato, troviamo ancora gli anni più caldi rispetto a questo valore proprio negli ultimi decenni. Quindi obbiettivamente si può affermare che il clima terrestre si sta riscaldando. Questo potrebbe avere grosse conseguenze sulla vita nel pianeta.

Gli scienziati concordano che agire ora permetterà di ridurre l'aumento di temperatura entro il 2100 sotto i 2-3 gradi, soglia oltre il quale si innesta un processo irreversibile che può mettere a repentaglio l'esistenza. Un aumento invece di 5-6 gradi avrebbe invece conseguenze irreversibili e difficilmente calcolabili, anche se molti scienziati sono convinti che la vita non sarà più come quella che conosciamo oggi.

Meteosvizzera al momento non ha ancora pubblicato l'ultimo aggiornamento di questo grafico. In ogni caso rimando al sito per visionare la pagina originale.

La climatologia è concorde che il clima terrestre è stato caratterizzato da ere passando da climi glaciali, ad es. il Ticino fino a 20000 anni fa era ricoperto di ghiaccio, a periodi piû caldi. La differenza rispetto a ora era l'assenza dell'uomo e delle sue attività. Ora abbiamo la pressione di 7 miliardi di esseri umani che utilizzano risorse limitate e fossili emettendo grandi quantità di anidride carbonica per soddisfare i loro bisogni. L'umanità oggi usa l'equivalente di 1,4 pianeti ogni anno. Questo significa che abbiamo bisogno più di 1 anno e qualche mese per rigenerare quello che consumiamo in un anno. Questo non è sostenibile. Tenendo conto che questo è un risultato medio, ossia miliardi di poveri che non dispongono nemmeno i beni per soddisfare i bisogni esistenziali, diventa allarmante. Cinesi e indiani si stanno sviluppando per raggiungere i nostri standard, di circa 3 pianeti.

Possiamo addebitare la colpa ai combustibili fossili?

È evidente che l'utilizzo sistematico dei combustibili fossili risale alla fine del XVIII secolo con l'inizio della rivoluzione industriale in Europa e America del Nord. La nascita stessa della rivoluzione industriale inglese venne favorita dalla presenza di numerosi giacimenti carboniferi, minerariamente sfruttabili, nel territorio nazionale e l'uso del carbone per il trattamento dei minerali ferrosi iniziò all'inizio del XVIII secolo.

L'utilizzo dei combustibili fossili come principale risorsa di energia è incrementata notevolmente nel XX secolo, nella seconda metà del quale si è osservata l'affermazione del petrolio come principale fonte energetica, rispetto al carbone troppo inquinante e in molti casi economicamente più gravoso nell'assieme dei costi di estrazione e trasporto all'utilizzatore finale; si stima che nel 1955 i combustibili fossili contribuissero al 52% del fabbisogno energetico mondiale, ed il loro apporto crebbe al 64% nel 1970.

Oggi i combustibili fossili provvedono a poco più dell'85% del fabbisogno energetico mondiale: di questo il petrolio contribuisce per il 40%, il carbone per il 26% e il gas naturale (in forte crescita di consumo) per il 23%. Un ulteriore 7% viene ricavato dall'energia nucleare; a questo proposito si osserva che per quanto l'uranio non possa essere considerato un combustibile fossile, come fornitore di energia faccia parte delle risorse naturali limitate e non rinnovabili.

Tutti questi sono gas ad effetto serra che hanno la conseguenza di rendere più spessa l'atmosfera e di trattenere una maggiore energia. Infatti, i raggi del sole portano energia, passano l'atmosfera scaldando la superficie terrestre che a sua volta riemettono energia che gran parte viene intercettata da questi gas e rilasciati all'interno di questa “coperta". Quello che si chiama “effetto serra"


Immagine 2: il fenomeno dell'effetto serra [​​3]​


effetto serra.jpg


Quindi sì la causa è sicuramente antropica, ossia la pressione esercitata dalla varie attività umane e in particolare l'utilizzo di esponenziale di energie inquinanti. Su questo punto nessuno può più obiettare.

Personalmente sono sempre stato persuaso che sta avvenendo un cambiamento climatico e che la colpa sia da attribuire all'uomo. Senza fare capo a dati statistici, tabelle ecc., basta guardare il meteo e il clima di questi ultimi 10 anni: i fenomeni estremi e la loro recrudescenza si stanno intensificando. Se la mia opinione può essere relativa di sicuro peso è il rapporto dell'IPCC 2013


Il rapporto IPCC 2013 [​4]

Come ultimo supporto scientifico, ma forse il più importante, vorrei riportare in forma riassunta e rielaborata personalmente, l'ultimo rapporto “Climate Change“ dell'IPCC, ossia l'Intergovernmental Panel on Climate Change. Entità intergovernativa formata da esperti che studiano i cambiamenti climatici.

« Il riscaldamento climatico è inequivocabile a partire dal 1950, molti cambiamenti non erano mai stati osservati sull'arco di millenni. L'atmosfera e gli oceani si sono riscaldati, i ghiacciai eterni sono diminuiti, il livello dei mari è aumentato e l'aumento dei gas serra è drasticamente aumentato.

In dettaglio, tra il 1983 e il 2012 si è verificato il periodo di 30 anni più caldo degli ultimi 1400 anni. L'energia accumulata con il riscaldamento degli oceani tra il 1971 e il 2010 è pari al 90% di quella accumulata tra il 1870 e il 1971.

Tra il 1901 e il 2010 il livello dei mari è salito globalmente di 19cm, livello che non si è nemmeno visto negli ultimi due millenni.

La concentrazione di CO2, metano e nitrato di ossido sono aumentati ad un livello mai visto negli ultimi 800'000 anni. Sempre la concentrazione di CO2 è aumentata del 40% dal periodo preindustriale, primariamente da fonti fossili. L'oceano ha assorbito circa il 30% delle emissioni causando una sua acidificazione.

L'attività umana ha causato cambiamenti nel ciclo globale dell'acqua, una riduzione della quantità di neve e ghiaccio. Questo porterà ad aumento delle superfici aride e desertificate e un contrasto tra le zone altamente piovose e secche. Come già detto i ghiacci eterni continueranno a sciogliersi e ad assottigliarsi. Se l'emissione di CO2 non si fermerà al più presto i cambiamenti climatici si ripercuoteranno in modo irreversibile per diversi secoli ».

Di recente è stato pubblicato un aggiornamento di questo studio datato 2019 che non fa altro che confermare la tendenza in atto, forse con uno scenario ancora un po' più pessimistico.

Ecco il link allo studio.


La soluzione?

Non ne esiste una univoca, per fortuna molti governi, aziende e privati cittadini si stanno muovendo per un obiettivo comune. Porto però qualche esempio.

Condivido la strategia di fondo 2050 recentemente proposta dal Consiglio Federale Svizzero:

Strategia energe​tica 2050"[5]

Nel 2011, il Consiglio federale e il Parlamento hanno preso una decisione di principio a favore dell'abbandono graduale dell'energia nucleare. In virtù di tale decisione, le cinque centrali nucleari esistenti dovranno e​ssere disattivate al termine del loro ciclo di vita, stabilito in funzione di criteri di sicurezza tecnici, e non saranno sostituite da nuovi impianti nucleari. Questa decisione, come pure altri cambiamenti radicali in atto da anni, in particolare nel contesto energetico internazionale, comporta la progressiva trasformazione del sistema energetico svizzero entro il 2050. A tal fine, sulla base delle Prospettive energetiche aggiornate, il Consiglio federale ha elaborato la Strategia energetica 2050. Nel suo messaggio il Collegio presenta ora un primo pacchetto di misure volte a garantire in modo durevole l'approvvigionamento energetico.

“Il Consiglio federale punta in primo luogo sul sistematico sfruttamento dei potenziali di efficienza energetica esistenti e, in secondo luogo, su uno uso equilibrato dei potenziali della forza idrica e delle nuove energie rinnovabili. Nella seconda fase della Strategia energetica 2050, il Consiglio federale intende sostituire l'attuale sistema di promozione con un sistema d'incentivazione."

Sono altresì convinto che il miglioramento possa avvenire grazie alla combinazione dei seguenti punti, grosso modo gli stessi contenuti nella citata strategia:

Miglioramenti tecnologici: devono permette di mantenere gli stessi stili di vita ma che offrono un sensibile calo dell'impatto ambientale. Gli elettrodomestici di ultima generazione e gli ultimi modelli di auto elettriche vanno in questa direzione.

Incentivi finanziari: il mercato laddovè produce prezzi alti e poca domanda di beni e servizi ecologici può intervenire lo Stato per correggere questi risultati. L'aiuto per l'installazione di pannelli solari per la produzione di energia è un esempio.

Sensibilizzazione ai risparmi di risorse: consumare solo l'indispensabile. Gli stand by a bassissimo consumo o spegnere apparecchi in caso di mancato uso sono degli esempi,

Divieti sottoforma di leggi: laddove la sensibilizzazione non dà i frutti sperati. I divieti sono una privazione della libertà ma quando il bene collettivo è più importante quest ultimo deve prevalere. Per ora non posso immaginarmi e azzardare, allo stesso tempo, qualche esempio ma se la tendenza non andrà invertendosi bisognerà intervenire anche in modo drastico. L'importazione di auto che non devono emettere tot di CO2 va sicuramente nella giusta direzione. Esempi dall'estero ve ne sono parecchi come la circolazione a targhe alterne o il divieto di circolare nei centri città previo il pagamento di un pedaggio.



Gli Stati Uniti, ma personalmente aggiungo tutte le nazioni, entro il 2050 potrebbero ridurre le emission inquinanti a livelli precedent il 1970" [6].

Nella stessa direzione va la proposta dell'ex vice Presidente degli Stati Uniti e del suo staff scientifico, Al Gore, nel suo interessante documentario « Una scomoda verità ». Il grafico è tratto dal film.

Immagine 3: proposte per ridurre il CO2 a livelli del 1970

algore.png  

  1. Maggiore efficienza energetica (blu),
  2. Maggiore efficienza nella costruzione di edifice (viola),
  3. Migliorare l'efficienza dei veicoli (verde),
  4. Migliorare l'efficienza dei trasporti (verde chiaro),
  5. Maggiore utilizzo di energie pulite (marroncino),
  6. Riduzione in vari ambiti delle emission di CO2 (bianco).

    Le maggiori critiche a queste proposte consistono nell'affermare che non potranno essere implementate poiché dannose per l'economia e non sostenibile.

    Come già ripetuto questi cambiamenti non possono essere immediati, ma gli attori del sistema economico possono e devono iniziare ad adottare delle piccole azioni e dei piccoli gesti quotidiani, che non ridurranno il nostro standard di vita, ma se sommati assieme nel lungo termine daranno i risultati sperati.

    Risulta evidente che l'applicazione di questi punti non possa avvenire dall'oggi al domani, la nostra è una società frenetica e molto concentrata sulla produzione di beni e servizi per soddisfare i bisogni, per questo motivo il tutto va concertato con gli attori economici al fine di avere la società del futuro che dà lavoro, produce, offre servizi ma in modo sostenibile dal punto di vista ambientale.


[1] Fonte : Meteosvizzera​ e rielaborazione personale

[2]Fonte : Meteosvizzera e rielaborazione personale

[3]Fonte : www.wikipedia.it

[4]Fonte : www.ippc.com

[5] Fonte: www.admin.ch

[6]Fonte: Al Gore, nel documentario tradotto dall'inglese «Una scomoda verità​»



IL PROGETTO E IL LEGAME CON LE VARIE DISCIPLINE

Il nesso tra questo progetto legato all'ecologia e la mia disciplina, ossia Economia e Diritto, è molto semplice da evidenziare, anche sotto forma di s​chema :

Legame materie.png  

L'uomo avverte dei bisogni, in particolare quelli primari per la sopravvivenza, che deve assolutamente soddisfare. Ne percepisce altri che invece permettono di migliorare il benessere e il piacere della vita, che possono essere definiti secondari. Parte quindi una domanda di produzione di beni e servizi che l'economia offre per soddisfare questi bisogni. Se tutto questo non può essere evitato, e comunque genera effetti molto positivi sul miglioramento tecnologico, della vita e sull'occupazione, ci si può chiedere come svolgere tutto questo con il minor impatto ambientale?

A questa domanda molte aziende, molti Stati e molti individui nei loro piccoli gesti stanno cercando di dare una risposta attuando quelle combinazioni tecniche, economiche e giuridiche che permettono di produrre con minor impatto ambientale possibile.

La strategia 2050 del Consiglio Federale, già descritta precedentemente, va nella giusta direzione ed è il classico buon esempio per gli altri attori del sistema economico a seguire la via tracciata.

Oltre all'economia quali altri materie della MP possono essere coinvolte? Provo a verificarne l'interdisciplinarieta.

Sicuramente può essere menzionata la Storia e le istituzioni. Si presta per analizzare i processi produttivi, l'utilizzo di risorse nel corso dei secoli. Anche il ruolo dell'istituzioni nella gestione del problema.

La Chimica può invece analizzare quali sostanze sono dannose per l'ambiente e quali invece potrebbero contribuire a migliorare la situazione.

La Matematica e la fisica potrebbero invece aiutare a leggere le cifre e le forze in gioco in vari ambiti, come la produzione di energie alternative.

Le Lingue, seppur in maniera funzionale, si prestano per l'analisi di documenti riguardanti l'ecologia.

Per concludere questa parte introduttiva del mio progetto vorrei ringraziare tutti i colleghi che hanno compilato il questionario che mi ha permesso di capire quali sono i temi da approfondire. Noto coloro che hanno la sensibilità di voler affrontare questi argomenti ritengono tutto interessante e le mie proposte vanno quindi nella giusta direzione nel soddisfare questa voglia di apprfondimento.

Vorrei infine sottolineare che portare queste proposte ai nostri allievi deve essere inteso come un lavoro informativo su una problematica che riguarda tutte le persone di questo pianeta. Non bisogna plagiare o formare delle ideologie nelle menti dei nostri ragazzi.

Toccherà poi al maturando, che sarà il cittadino responsabile del futuro, fare le sue scelte comportamentali avendo le giuste informazioni a disposizione. Purtroppo in alcune società mancano le informazioni o la volontà nel cambiare certe brutte abitudine. Siamo quindi chiamati a compiere delle scelte lungimiranti e da buon esempio per tutte le generazioni future.

Nel prossimo capitolo verranno create per ogni tema delle schede teorico-informative per dare la possibilità anche a chi non ha mai trattato simili argomenti di poter arrivare preparato ad affrontare delle unità didattiche con le persone in formazione.



LE SCH​EDE TECNICHE

In questa sezione porterò delle schede informative, suddivise per grandi temi, in modo da permettere al docente di raccogliere le informazioni base, ed eventualmente completarle a piacimento, prima di affrontare una tematica con una classe.

Porterò dati, spiegazioni, cifre e immagini sui seguenti temi:

  1. L'impatto delle scelte alimentari;
  2. La produzione e il consumo di energia;
  3. Il riciclaggio;
  4. L'impronta ambientale del consumatore e lo sviluppo sostenibile;
  5. La mobilità;
  6. Il commercio equo e quello biologico;



    Premessa: la quantità di informazioni è vastissima e in continua evoluzione. Credo di aver fatto la migliore selezione possibile considerando che a conclusione di progetto qualche dato potrebbe nuovamente mutare.